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Dedicato a te...

                               
"C'è un cambio di programma: vado giù anch'io..."
Me lo dici in magazzino, mentre finisci di caricare il camion,
come niente fosse... E così devi andare a padova anche tu a
consegnare duecento casse di acqua, insieme a quell'altro,
quello che ti fa sempre un sacco di domande sciocche, e tu,
invece di rispondergli, ti metti a fischiettare...
"Ciao, Deby" mi dici, mentre dandoti le spalle finisco di compilare
una carta in ufficio. Mi giro, ma non faccio a tempo a risponderti:
sei già uscito. Dopo poco passi davanti all'ufficio con il camion carico.
Ti guardo, tu anche. Mi fai un piccolo cenno con la mano per
salutarmi e io ti rispondo nello stesso modo.
Un sentimento di solitudine e di tristezza nasce subito dentro di me
quando ti vedo andar via così, alzando un mucchio di polvere...
Mi metto quasi a piangere e non capisco il perchè...
Poco dopo pensandoti, ti mando un sms sul cellulare con la
speranza che tu lo legga:
"Vai piano :) a dopo..."
Di più non riesco a scrivere.
Forse il mio sentimento nasce perchè la giornata mi sembra
un pò malinconica, o semplicemente perchè ho paura di perderti...
Mi è bastato solo trascorrere qualche pomeriggio con te in camion
per capire che le strade possono essere molto trafficate e pericolose...
Ho paura che suoni il telefono e ricevere non le solite ordinazioni,
ma la notizia che uno dei dipendenti della ditta abbia avuto un
incidente... paure... una paura che mi mette angoscia.
Eppure tu sei abituato a fare questo lavoro, sono diciotto anni
che lavori per la stessa ditta di distribuzione.
E io mi preoccupo per te, uomo "grande e grosso",
con quegli occhi dolci e quel viso da bambino,
anche se hai già superato i quaranta...
Tu con i tuoi difetti, i tuoi vizi, ma anche con la tua infinita bontà,
con la tua generosità che mi dimostri ogni giorno...
E pensare che da piccola avevo un pò di timore di te...
Invece ora lavorando e vivendo la maggior parte della giornata
insieme a te, ti sento molto vicino a me...
come forse non lo sei mai stato.
Ascoltiamo le stesse canzoni, parliamo e scherziamo su
tutto e di più, ridiamo per ogni piccola sciocchezza,
ci aiutiamo a vicenza e soprattutto ci sosteniamo l'un l'altro.
Ma lo stesso mi accorgo che il lavoro e la vita in se stessa,
ci distolgono spesso e volentieri dagli affetti più cari...
Non c'è il tempo per rispondere ad un saluto, per fare un
piccolo cenno, per chiedere "come stai?" e nemmeno per
dire "Ti voglio bene".
E questo non va... perchè il rapporto che si ha con le persone
che ci stanno a cuore, per me, rientra fra i valori più importanti.
E tutto ciò per dire che non esiste solo l'amore fra una ragazza
e un ragazzo, ma anche fra una figlia e un padre.
E in questo momento sei la persona che amo di più in assoluto.
Peccato che a causa del nostro orgoglio e della mia timidezza
tu ancora non lo sappia...

"Papi, ti voglio bene...!"


                                          

Pubblicato il 21/6/2007 alle 17.32 nella rubrica Diario.

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